Istituto Istruzione Superiore "Bertrand Russell" - Guastalla
IMG 20180426 WA0007Che cosa può sapere un 18enne del 2018 di quel 25 aprile 1945, penserete voi?
Siamo a due generazioni dalla fine del secondo conflitto mondiale e la necessità di portare avanti il ricordo e soprattutto la memoria dell’orrore della guerra è oggi più forte che mai.
Il 25 aprile è la liberazione dall’occupazione straniera, ma non solo: è l’avvento di nuovi ideali e di una nuova concezione di stato. E’ la spinta decisiva verso la democrazia, la nascita dei valori della Costituzione.
Per questo motivo il mio pensiero va oggi ai partigiani, martiri della liberazione, ai caduti sul fronte, alle vittime civili e agli internati militari italiani, le cui tragiche storie abbiamo potuto conoscere, grazie all’attività scolastica delle “pietre d’inciampo”.
Per chi è stato, come me, in visita nei campi di concentramento di Auschwitz, non possono mancare parole commosse verso l’orrore del sistema di sterminio nazista, di cui l’Italia si era fatta partecipe con il campo di Fossoli, punto di partenza per tutti i deportati italiani, qui a pochi chilometri da noi.
Mi sento di portare oggi la mia testimonianza, e, se comprendere pienamente l’orrore della guerra è impossibile; sicuramente mi sento, oggi più di prima, consapevole e determinato nel portare avanti i valori costituzionali di uguaglianza, democrazia, libertà e fratellanza, con il mio agire nella società.

Federico Musi 5^A

IMG 20180426 WA0006Studiare la Storia del nostro Paese è fondamentale, per capire la nostra società e gli eventi che l’hanno resa tale. Il 25 aprile è senza dubbio uno degli eventi che maggiormente merita di essere ricordato con attenzione e serietà, poiché segno della fine di uno dei peggiori periodi della storia dell’Italia, il ventennio fascista.
Grazie alla Resistenza è stata offerta all’Italia la possibilità di una nuova vita,nella quale non vi fosse spazio per odio e persecuzioni di tipo razziale o politico : i resistenti hanno operato affinchè fosse la libertà a ergersi come principio fondamentale della rifondata società.
Così, ricordando quello che significò il 25 aprile, occorre farne tesoro, perché non vi sia necessità, in futuro, di un nuovo 25 aprile, ma si viva in nome di ideali puri e genuini, tesi al bene comune.
Matteo Bianchi 5^A
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